INTERVISTA AL MECENATE:

Luigi Tin

Presidente Fondazione Fioroni

Sostenitore storico, attento al valore civico della cultura e alla continuità dei progetti locali.

Luigi Tin
Luigi Tin

Secondo Lei, perché è necessario continuare a investire nelle iniziative culturali locali?

È necessario investire nelle iniziative culturali se non vogliamo diventare “un paese barbaro”. Chi non investe nella Cultura corre il rischio di andare indietro, questo vale per Legnago, come per l'Italia. L’Italia, tra l'altro, è anche “benedetta da Dio” perché sotto l'aspetto culturale abbiamo tante cose che il resto del mondo messo assieme non ha. Quando parliamo di cultura uso spesso una espressione:” la cultura costa ma l’ignoranza costa di più!”. A lungo andare l'ignoranza la paghi tutta e ti trovi che sei retrocesso di millenni. Purtroppo c'è la tendenza, in questi ultimi anni, dove la situazione economica del paese ha delle difficoltà contingenti, a tagliare “nella cultura”. Questo è un errore perché tagliare nella cultura vuol dire tagliarsi il futuro. Bisogna invece investire nella cultura, nel turismo, nell’enogastronomia e in tutte quelle attività dove siamo primi al mondo.



Perché ha deciso di sostenere il Salieri Circus Award? Secondo lei, che cosa lo rende unico?

Ciò che lo rende unico è il suo “format”. Il suo modo di fare circo. Continuo a sostenerlo perché ritengo sia uno dei pochi eventi che rendono Legnago diversa da qualsiasi altra città. Essendo arrivati alla quinta edizione ha anche un senso dare continuità a questo evento: è un progetto in cui ho creduto fin dalle primissime edizioni, l'ho sostenuto in passato e lo sostengo ancora.



In che modo il Salieri Circus Award contribuisce a valorizzare Legnago e ad accrescerne il tessuto culturale?

Prima di tutto l’International Salieri Circus Award porta ricchezza a Legnago. Averne una decina di eventi così nel corso di un anno! A mio modo di vedere sono eventi come questi che meritano di essere aiutati per continuare a crescere e valorizzare il territorio.



Che valore attribuisce al gesto simbolico di vedere il proprio nome sul totem del progetto “Open Art Circus” che Lei ha contribuito a realizzare attraverso la Sua donazione?

Le prime cose che mi vengono in mente sono il senso di appartenenza e di condivisione. Ho dato il mio contributo per fare qualcosa di bello e innovativo: sempre più dovremmo mettere “qualcosa di nostro” se vogliamo godere di eventi che riteniamo di valore e che escono dal tradizionale. Dobbiamo ragionare nella logica: “se ognuno fa la sua parte riusciamo a fare cose grandi”.



C’è un momento vissuto durante una delle precedenti edizioni del festival che le è rimasto nel cuore? Se sì, quale?

In una delle precedenti edizioni, come Fondazione Fioroni, abbiamo previsto un premio che poi la giuria ha riservato al gruppo dell’Ouverture. Questo mi ha fatto riflettere su come, molto spesso, in eventi importanti si ringraziano e si celebrano solo i primi e ci si dimentica, oppure si sottovalutano, altre persone che partecipano in modo diverso. E quindi mi sono sentito un po' fiero di aver dato questo premio a persone che fanno parte di tutto l'entourage ma che vengono nominate meno anche se hanno dato il loro contributo.



Che aspettative ha per l’edizione di quest’anno del Festival?

Come tutti i festival ci saranno delle migliorie o dei cambiamenti, credo però di non sbagliare se penso che sarà sullo stesso filone delle edizioni precedenti. Se così non fosse perderebbe la sua identità. Sicuramente ci sarà qualche cambiamento ma l'ossatura è il circo, ci saranno artisti nuovi, accanto ad artisti che hanno già partecipato, ma lo spirito è quello che conosciamo.

Festival del Circo, Art Gallery
Le vetrine del centro città ospitano la Open Art Circus Gallery
[Photo: Franco Berro]
Festival del Circo, Pubblico
I totem della Open Art Circus in Piazza Garibaldi a Legnago
[Photo: Franco Berro]

Per Luigi Tin il sostegno alla cultura è una scelta di responsabilità civica e di lungimiranza: investire nelle iniziative culturali è essenziale «se non vogliamo diventare un paese barbaro». Ha creduto fin dalle prime edizioni nel Salieri Circus Award e continua a sostenerlo per il suo format originale, capace di rendere Legnago unica. Per Tin il festival non è solo spettacolo: è un circuito di appuntamenti che genera ricchezza, opportunità e senso di comunità. Il gesto del mecenatismo, rappresentato dal proprio nome sul totem di Open Art Circus, è espressione di appartenenza e condivisione: donare significa partecipare a un progetto che resta alla collettività. Ricorda con soddisfazione il premio destinato all’Ouverture, un riconoscimento a chi lavora dietro le quinte, e auspica che il festival mantenga la sua identità pur evolvendosi.

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